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STORIA: civiltà minoica e micenea

marzo 19, 2009

CRETA, PACIFICA ISOLA DI RICCHEZZE

 

L’isola di Creta, che si trova a sudest del Mediterraneo, è soprattutto montuosa, ma forse un tempo era più fertile, adatta alla coltivazione della vite e dell’ulivo. Le attività economiche principali erano il commercio marittimo e l’artigianato. I Cretesi producevano tessuti, ceramiche e oggetti di metallo.

Nel II millennio a.C Creta diventò la maggiore potenza marittima del Mediterraneo orientale e impose il suo dominio sul mare, detto talassocrazia (potere sul mare).

La civiltà di Creta viene detta minoica, dal nome del mitico re dell’isola, Minosse.

Il mito del Minotauro

La parola “Mito” significa “racconto”: secondo gli antichi Greci, non c’era differenza tra racconti e storia vera.

Il nome di Minosse è legato al famoso mito del Minotauro, un mostro con il corpo di uomo e la testa di toro, nato dall’unione sacrilega tra la moglie del re e un toro. Minosse allora incaricò l’architetto Dedalo di costruire il labirinto cioè un palazzo con tante stanze e corridoi, dove rinchiuse il Minotauro. Questo mostro mangiava carne umana ed ogni anno, venivano sacrificati a lui dei fanciulli ateniesi. Infine, il mostro fu ucciso dall’ateniese Teseo, aiutato da Arianna, figlia di Minosse. Ella infatti gli consigliò di srotolare il filo di un gomitolo man mano che entrava nel labirinto e così riuscì a trovare l’uscita.

Il significato del mito

Questo mito può essere letto storicamente. Forse il potere di Creta si estendeva sulla Grecia e su Atene e il sacrificio dei giovani ateniesi potrebbe significare che Atene doveva pagare un tributo economico a Creta.

Le fasi storiche della civiltà cretese

La storia dell’isola è divisa in tre periodi:

1)    l’antico minoico: III millennio a.C

2)    il medio minoico: dal 2000 al 1570 a.C

3)    il tardo minoico : dal 1570 al 1000 a.C

La suddivisione cronologica si può fare anche in riferimento ai grandi palazzi che rappresentavano il centro della vita politica, economica, sociale e culturale cretese. Essi erano la residenza del re.

Il più importante fu il palazzo di Cnosso che era grandissimo, ricco di sale, corridoi, cortili e tanti magazzini-deposito per le derrate alimentari, che contenevano anfore per il grano e l’olio.

Della cultura cretese sappiamo poco perché la scrittura, detta Lineare A, non è stata decifrata. La civiltà minoica era pacifica, come si desume dalla mancanza di cinta murarie attorno ai palazzi e dalle rappresentazioni artistiche legate al mondo della natura.

La fine di Creta

Intorno al 1450 a.C, Creta fu occupata da genti provenienti dalla Grecia, i Micenei, in seguito ad una catastrofe naturale, forse un’eruzione vulcanica che provocò gravi danni nell’isola.

 

I MICENEI: UNA SOCIETA’ GUERRIERA

 

I Micenei furono gli antenati dei Greci, che giunsero in Grecia nel II millennio a.C, dove fondarono vari regni ed ogni regno era difeso da robuste mura. Micene fu il regno più importante, ma non divenne mai la capitale di un regno unitario, perché le varie cittadelle rappresentavano tanti stati autonomi. La loro cultura era guerriera, come si vede dalle varie armi trovate nelle tombe e dalle possenti mura che cingevano le città. La struttura sociale era piramidale: al vertice c’era un re e un capo militare, che erano anche grandi proprietari terrieri. Poi seguivano i nobili e il basilèus, un funzionario del palazzo. Poi c’erano i sacerdoti e gli artigiani.

Oltre Micene, ricordiamo pure Argo, Pilo, e Tebe. I Micenei, dopo un po’ di tempo si spinsero in mare, fondando colonie nell’Asia Minore e conquistando Creta.

La civiltà micenea è stata scoperta grazie alle ricerche archeologiche e alla decifrazione della scrittura Lineare B.

La scoperta di Troia e le tombe di Micene

Il commerciante tedesco Schliemann, vissuto nell’800, era un appassionato di storia antica e soprattutto dei poemi omerici, che li considerava veri. E così, riuscì a trovare la città di Troia, in Asia Minore. A Micene, inoltre, scoprì due circoli di tombe grandiose e credette che fossero quelle dei sovrani micenei, gli Atridi, anche perché vi trovò preziosi corredi funerari, tra cui spiccano una serie di maschere d’oro: la più famosa è la cosiddetta maschera di Agamennone, ma in realtà appartiene ad un’epoca successiva a quella degli Atridi.

La scrittura micenea

La scrittura micenea, detta lineare B, è stata decifrata solo nel 1925 dal linguista inglese Ventris. Si tratta di una scrittura, in parte geroglifica, cioè con dei disegni che rappresentavano gli oggetti e in parte sillabica, cioè formata da segni sillabici. È il primo esempio di scrittura greca.

L’inizio della storia greca

Grazie alla decifrazione della scrittura Lineare B incisa nelle tavolette, contenenti la contabilità dei palazzi, si è scoperta una società aristocratica e guerriera gerarchizzata, al cui centro stava il re. Sono stati trovati lunghi elenchi di persone con la loro professione: pastori, vasai, orefici; questo ci fa capire che la società era molto varia; inoltre, sono stati individuati i nomi di alcune divinità che poi ritroveremo nel mondo greco (Atena, Dioniso, ecc).

Ascesa e caduta dei Micenei: il dominio dei Dori e il Medioevo ellenico

I Micenei, con la loro politica di espansione, conquistarono via mare molte terre del Mediterraneo orientale e occidentale (Sicilia, Sardegna, ecc) e si spinsero anche in Asia Minore (conquista di Troia). Per loro, la guerra era considerata l’attività principale.

I poemi omerici e il Medioevo ellenico

L’Iliade tratta di una parte della guerra di Troia, mentre l’Odissea narra il ritorno a casa da Troia di uno dei capi greci, Odisseo. Le vicende a cui si riferiscono i due poemi omerici, composti nell’VIII sec.a.C, risalgono ai secoli bui, quelli che stanno tra l’età micenea e l’VIII secolo a.C. Gli storici hanno chiamato questo periodo Medioevo ellenico, perché di quest’epoca sappiamo molto poco.

I nuovi dominatori: i Dori

Le fortezze micenee furono distrutte due volte: una alla fine del XIII e l’altra alla fine del XII sec a.C. Dopo quest’ultima non rinacquero più. Le cause della fine della civiltà micenea potrebbero essere o le incursioni dei “popoli del mare” o meglio ancora l’invasione dall’Europa centrale di genti chiamate Dori. In realtà i Dori rappresentavano uno strato sociale inferiore agli aristocratici micenei, formato dai lavoratori artigiani. Probabilmente i motivi furono vari. I Dori, nel corso del loro insediamento in Grecia, incontrarono altre stirpi che si erano già insediate in quei luoghi e che appartenevano allo stesso ceppo linguistico, ma parlavano dialetti diversi: erano gli Ioni e gli Eoli.

Dopo la distruzione dei palazzi micenei, seguì un periodo di profondi cambiamenti: infatti, durante il Medioevo ellenico, in Grecia si perfezionarono la metallurgia del ferro e nuove tecniche di lavorazione della ceramica, si svilupparono nuove credenze religiose e nacquero nuove figure come quella dell’aedo, il cantore che girava nelle corti e recitava i versi del passato eroico.

La prima colonizzazione greca

Sempre durante il Medioevo ellenico, i Greci ripresero a navigare e fondarono nuovi insediamenti sulle coste dell’Asia Minore: si trattò della prima colonizzazione greca. I Greci vennero a contatto con nuove tradizioni e civiltà, con il risultato di una fusione culturale. Si ricordino ad esempio le colonie di Mileto ed Efeso.

 

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